Humarker entra a far parte del Clust-ER…

Da pochi giorni Humarker è entrata a far parte del Clust – ER delle Industrie Culturali e creative.


Chi lo organizza? Aster, la società consortile dell’Emilia Romagna per l’innovazione e il trasferimento tecnologico al servizio delle imprese, delle Università e il territorio. I suoi soci sono la Regione Emilia-Romagna, le Università, gli Enti di Ricerca CNR, ENEA, INFN operanti in regione e il sistema camerale.


Si. Ma cos’è precisamente? È un sistema che fa dialogare organizzazioni, fondazioni, università, centri di ricerca, con piccole medie imprese.

L’obiettivo della collaborazione prevede l’accrescimento di una comune identità regionale, nazionale, attraverso l’utilizzo di tecnologie e strumenti per la cultura digitale.

Insieme – parola chiave – possiamo sviluppare modelli di business innovativi, nonché migliorare l’utilizzo di tecnologie e competenze all’avanguardia per la produzione di contenuti multimediali.

La tecnologia diventa, così, un supporto dei beni culturali e dei processi produttivi che integrino design, creatività e saper fare italiano.

L’ambizione del Clust-ER è quella di creare coesione e sinergia lavorativa tra diversi attori con lo scopo di valorizzare il mondo produttivo regionale.


In cosa speriamo noi? A supporto della Regione, ci auguriamo di costruire insieme ad altre realtà territoriali, nuove forme di comunicazione a favore della fruizione di opere d’arte, musei, borghi storici attraverso le nuove tecnologie, sicuri di contribuire a nuovi ritorni economici.

Il nostro lavoro è un modo integrativo e non alternativo di scoprire il territorio culturale circostante che non intende sostituirsi ad altri percorsi classici costruiti, per intenderci, in modo sapiente dai professionisti dell’Arte e del Turismo.

Consapevoli della straordinaria ricchezza del Made in Italy vogliamo essere un aiuto e un ponte tra passato e futuro, preparando le nuove generazioni alla gestione di un lascito così tanto importante

 

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Le voci dell’alternanza scuola – lavoro

Continuano le proteste degli studenti nei confronti dell’alternanza scuola – lavoro. L’iniziativa, approvata nel 2015 con la Riforma delle Buona Scuola, prevede 200 ore per i Licei e 400 per gli Istituti Professionali, da svolgere nell’ultimo triennio scolastico in aziende, enti locali, musei, istituzioni pubbliche e private

Fin qui tutto bene se non fosse che – molti studenti e non solo – abbiano denunciato un sistema che, invece di essere un possibile veicolo di opportunità formativa mediante la pratica esperienza lavorativa, si è rivelato – a detta di alcuni studenti manifestanti nelle piazze d’Italia – un puro mezzo di sfruttamento.

Il problema più rilevante è stato riscontrato nei Licei, dove la tempestività dell’iniziativa ha colto impreparate le Scuole nell’organizzazione della stessa ma per risolvere le controversie, è stata presentata pochi giorni fa “La carta dei diritti e dei doveri delle studentesse e degli studenti in alternanza”; un documento che disciplina il progetto e che si pone, l’obbiettivo di tutelare gli studenti, indirizzare gli Istituti ma anche, responsabilizzare le aziende aderenti.

L’alternanza scuola – lavoro è un momento formativo, importante e necessario. Importante perché può concorrere al miglioramento della qualità del nostro sistema scolastico. Necessario perché – mai come oggi – i giovani hanno bisogno di una bussola che li indirizzi verso un panorama di figure professionali molto più complesse di allora.

Foto CC by toa-heftiba

Noi di Humarker, abbiamo chiesto ai nostri studenti dell’Istituto Tecnico “Carlo Emilio Gadda” di Fornovo, che cosa ne pensano dell’alternanza scuola – lavoro. Molti sono concordi nell’affermare che, prima di tutto, l’iniziativa non può prescindere e allontanarsi dall’indirizzo scolastico svolto perché: «non è giusto che – studenti di indirizzo scientifico – entrino in aziende che non hanno nulla a che fare con l’indirizzo della scuola scelto», i ragazzi non vogliono essere inseriti in: «luoghi non coerenti con l’indirizzo scolastico» ma riconoscono positivamente: «la possibilità di imparare certe mansioni in campo lavorativo», «nel lavorare in gruppo, rispettare una consegna data entro una determinato periodo di tempo», nonché la possibilità di approfondire quello che è teorico nel programma scolastico.

C’è ancora molto da fare da parte di tutti gli attori in campo, la stessa Ministra del Miur – Vittoria Fedeli – ha espresso un particolare impegno nei confronti dei giovani studenti attraverso – non solo la Carta appena siglata – ma anche con “il bottone rosso”; vero e proprio strumento di supporto per le scuole e per segnalare eventuali criticità e irregolarità.

Non trascuriamo l’alternanza scuola – lavoro, perché, come ci ha riportato un nostro studente: «è un ottimo passo per entrare nel mondo del lavoro». Sta a tutti noi non deviare un così nobile progetto.

Nuova edizione del corso: Tecnico della produzione multimediale per la valorizzazione della cultura e dell’arte

A Bologna si tiene la nuova edizione del corso, pensato e strutturato anche grazie alla collaborazione dei tecnici di Humarker: 800 ore gratuite, di cui 320 di stage, per darvi la possibilità di diventare “Tecnico della produzione multimediale per la valorizzazione della cultura e dell’arte”.  Il Tecnico si occupa infatti della comunicazione e promozione del patrimonio artistico e culturale attraverso le tecnologie digitali, integrando competenze creative e professionali, informatiche e di marketing. Opera e collabora nell’area comunicazione delle imprese culturali e creative attraverso l’insieme dei canali disponibili (stampa, Internet, video, suoni, ecc.), utilizzando e integrando i prodotti multimediali. Prende parte alla scelta delle modalità e degli strumenti di comunicazione più idonei per la realizzazione di un prodotto o di un servizio da promuovere, coordinando in modo appropriato metodologie e differenti media. Applica e sviluppa ICT nel campo dell’arte e della cultura, arricchendo i contenuti e diversificando i servizi/prodotti.

Per avere maggiori informazioni tutta la documentazione è disponibile sul sito: http://www.sidagroup.com/corso-gratuito-tecnico-della-produzione-multimediale-la-valorizzazione-della-cultura-dellarte-emilia-romagna/