Le voci dell’alternanza scuola – lavoro

Continuano le proteste degli studenti nei confronti dell’alternanza scuola – lavoro. L’iniziativa, approvata nel 2015 con la Riforma delle Buona Scuola, prevede 200 ore per i Licei e 400 per gli Istituti Professionali, da svolgere nell’ultimo triennio scolastico in aziende, enti locali, musei, istituzioni pubbliche e private

Fin qui tutto bene se non fosse che – molti studenti e non solo – abbiano denunciato un sistema che, invece di essere un possibile veicolo di opportunità formativa mediante la pratica esperienza lavorativa, si è rivelato – a detta di alcuni studenti manifestanti nelle piazze d’Italia – un puro mezzo di sfruttamento.

Il problema più rilevante è stato riscontrato nei Licei, dove la tempestività dell’iniziativa ha colto impreparate le Scuole nell’organizzazione della stessa ma per risolvere le controversie, è stata presentata pochi giorni fa “La carta dei diritti e dei doveri delle studentesse e degli studenti in alternanza”; un documento che disciplina il progetto e che si pone, l’obbiettivo di tutelare gli studenti, indirizzare gli Istituti ma anche, responsabilizzare le aziende aderenti.

L’alternanza scuola – lavoro è un momento formativo, importante e necessario. Importante perché può concorrere al miglioramento della qualità del nostro sistema scolastico. Necessario perché – mai come oggi – i giovani hanno bisogno di una bussola che li indirizzi verso un panorama di figure professionali molto più complesse di allora.

Foto CC by toa-heftiba

Noi di Humarker, abbiamo chiesto ai nostri studenti dell’Istituto Tecnico “Carlo Emilio Gadda” di Fornovo, che cosa ne pensano dell’alternanza scuola – lavoro. Molti sono concordi nell’affermare che, prima di tutto, l’iniziativa non può prescindere e allontanarsi dall’indirizzo scolastico svolto perché: «non è giusto che – studenti di indirizzo scientifico – entrino in aziende che non hanno nulla a che fare con l’indirizzo della scuola scelto», i ragazzi non vogliono essere inseriti in: «luoghi non coerenti con l’indirizzo scolastico» ma riconoscono positivamente: «la possibilità di imparare certe mansioni in campo lavorativo», «nel lavorare in gruppo, rispettare una consegna data entro una determinato periodo di tempo», nonché la possibilità di approfondire quello che è teorico nel programma scolastico.

C’è ancora molto da fare da parte di tutti gli attori in campo, la stessa Ministra del Miur – Vittoria Fedeli – ha espresso un particolare impegno nei confronti dei giovani studenti attraverso – non solo la Carta appena siglata – ma anche con “il bottone rosso”; vero e proprio strumento di supporto per le scuole e per segnalare eventuali criticità e irregolarità.

Non trascuriamo l’alternanza scuola – lavoro, perché, come ci ha riportato un nostro studente: «è un ottimo passo per entrare nel mondo del lavoro». Sta a tutti noi non deviare un così nobile progetto.

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